

55. La crisi economica in Germania ed i rischi per l'economia e la
politica internazionali.

Da: La crisi in Germania in un rapporto della Banca dei
regolamenti internazionali, in E. Collotti e altri, La storia
contemporanea attraverso i documenti, Zanichelli, Bologna, 1974.

Tutti i paesi europei furono  pi o meno gravemente danneggiati
dalla depressione mondiale seguita alla crisi del 1929, ma questa
ebbe effetti devastanti in Germania. Secondo la Banca dei
regolamenti internazionali, della quale riproduciamo qui alcuni
passi del rapporto del 23 dicembre 1931, le cause di ci vanno
ricercate non solo nella dipendenza dell'economia tedesca dal
capitale straniero, ma anche nelle misure adottate dal governo
tedesco per far fronte alla difficile situazione; la decisione di
ridurre salari e prezzi viene infatti indicata come responsabile
di una contrazione della produzione e del conseguente aumento
della gi elevata disoccupazione. La banca ricorda infine come il
problema tedesco comporti gravi rischi per le relazioni economiche
internazionali ed invita tutti i governi a prendere decisioni che
possano evitare il collasso economico della Germania.


La depressione mondiale, che ha avuto inizio pi di due anni fa,
si  continuamente inasprita sino a portare alla crisi del credito
di quest'estate. Ogni paese  stato scosso da questa crisi, ma le
sue ripercussioni sono state devastatrici in Germania e in alcuni
altri paesi dell'Europa centrale e orientale. Gli enormi ritiri di
crediti esteri portarono alla paralisi del sistema bancario
tedesco e provocarono la massima tensione nella situazione della
riserva e dei crediti della Banca del Reich. Per proteggere la
moneta, fu necessario adottare radicali misure di controllo delle
divise [mezzi di pagamento in moneta straniera], che inasprirono
ulteriormente la seria limitazione dell'attivit economica gia
esistente. [...].
Per proteggere la sua posizione nei confronti dell'estero nella
misura pi ampia possibile - ossia il corso del marco e le
esportazioni - la Germania ha praticato una opportuna politica di
forte e incisiva limitazione del livello dei salari e dei prezzi.
L'indice del commercio all'ingrosso  caduto da 140 nel novembre
del 1928 a 106 nel novembre 1931; in base all'ordinanza dell'8
dicembre i prezzi saranno ulteriormente ribassati, mentre in base
alla stessa ordinanza i salari saranno retrocessi all'incirca al
livello dell'inizio del 1927. Se si pone la produzione industriale
del 1928 a 100, l'indice della produzione del 1929 sal a 101, nel
1930 cal a 86 e nel settembre 1931 [...] a 66 - in altre parole,
un terzo della vita industriale in Germania  fermo. La graduale
riduzione dell'attivit industriale e commerciale ha portato a un
ulteriore aumento della disoccupazione, che era gi elevata prima
della crisi. Il numero dei disoccupati (senza i lavoratori a orari
ridotti) aveva raggiunto il 1 dicembre 1931, su una cifra
complessiva di circa 21 milioni di lavoratori, il livello di 5
milioni. La crisi colp gravemente anche l'agricoltura tedesca,
che nel 1925 occupava all'incirca il 30 per cento della
popolazione lavorativa della Germania. Avendo essa contratto
debiti ad alti tassi di interesse, quando i prezzi erano elevati,
sar ora difficile, se non addirittura impossibile, per
l'agricoltura, guadagnare abbastanza per pagare gli interessi di
questi debiti. Per impedire un crollo generale,  stato necessario
prestare aiuti finanziari e adottare misure protettive che
equivalgano in pratica ad una moratoria. Sin dall'epoca
dell'inflazione [ossia a partire dal 1923] la richiesta di
capitali in Germania, unitamente all'offerta di capitali
all'interno, ha tenuto i tassi d'interesse ad un livello pi
elevato che in altri paesi. Nel 1930 i crediti per industrie
primarie costavano raramente meno dell'8 per cento; negli ultimi
mesi i costi sono stati quasi del 50 per cento pi elevati, vale a
dire che i tassi sono aumentati di circa il 12 per cento. [...].
Il fabbisogno della Germania di capitali per colmare le falle
sorte dalla guerra, dai fenomeni del dopoguerra e dall'inflazione,
era molto grande. In effetti, l'afflusso di capitali, che ebbe
inizio subito dopo la stabilizzazione del marco e che il Comitato
dei banchieri valut in circa 18 miliardi di marchi, fu
controbilanciato da un parziale deflusso per via dei pagamenti in
conto riparazioni nella misura di 10,3 miliardi. Comunque la
Germania tra il 1925 e il 1930 ha investito un notevolissimo
importo di capitali, in imprese sia pubbliche sia private. La
Germania ad esempio ha ricostruito la sua flotta mercantile, ha
modernizzato molte delle sue industrie; le citt tedesche hanno
realizzato inoltre ampi progetti di pubblica utilit. Le cifre
messe da noi a disposizione della delegazione tedesca indicano per
il periodo dal 1924 al 1929 investimenti per 32.845 milioni di
marchi, dei quali 22.428 milioni per investimenti di enti pubblici
[...]. Queste somme provengono naturalmente in parte da risparmi
della Germania, che negli ultimi anni hanno raggiunto un livello
assai elevato. Ma il fatto che una parte tanto elevata dei suoi
capitali si trovi in mano straniera rende la Germania
particolarmente sensibile a turbamenti finanziari, specialmente
quando questo capitale possa essere ritirato a breve scadenza. Si
 riscontrato inoltre che una parte notevole di questi crediti a
breve termine  immobilizzata in investimenti a lunga scadenza. Il
ritiro di questi crediti deve minacciare perci non soltanto il
corso dei cambi ma anche la liquidit delle banche. [...].
In queste condizioni il problema tedesco, che  in larga misura la
causa della crescente paralisi finanziaria mondiale, richiede
un'azione comune, che pu prendere le mosse solo per opera dei
governi. Ma il problema ha importanza mondiale. Non sappiamo
citare precedenti in tempo di pace rispetto al perturbamento
attuale, che potrebbe comportare un profondo mutamento nelle
relazioni economiche tra le nazioni. Bisogna perci agire subito,
e in misura molto pi ampia di quanto non comporti la sola
situazione della Germania. [...].
Il mantenimento della stabilit della valuta tedesca, come di ogni
altra nazione debitrice, potr essere gravissimamente pregiudicato
se verr a mancare la fiducia dei fornitori di capitale.
Rivolgiamo a tutti i governi, cui spetta la responsabilit di
agire, l'appello a prendere senza indugio decisioni per addivenire
a un miglioramento della crisi, che grava in egual misura su
tutti.
